divina commedia


SUBMITTED BY: scammer

DATE: Sept. 18, 2017, 8:59 a.m.

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HITS: 688

  1. Nel mezzo del cammin di nostra vita
  2. mi ritrovai per una selva oscura,
  3. ché la diritta via era smarrita. 3
  4. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
  5. esta selva selvaggia e aspra e forte
  6. che nel pensier rinova la paura! 6
  7. Tant’è amara che poco è più morte;
  8. ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
  9. dirò de l’altre cose ch’i’ v’ ho scorte. 9
  10. Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,
  11. tant’era pien di sonno a quel punto
  12. che la verace via abbandonai. 12
  13. Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
  14. là dove terminava quella valle
  15. che m’avea di paura il cor compunto, 15
  16. guardai in alto e vidi le sue spalle
  17. vestite già de’ raggi del pianeta
  18. che mena dritto altrui per ogne calle. 18
  19. Allor fu la paura un poco queta,
  20. che nel lago del cor m’era durata
  21. la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 21
  22. E come quei che con lena affannata,
  23. uscito fuor del pelago a la riva,
  24. si volge a l’acqua perigliosa e guata, 24
  25. così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
  26. si volse a retro a rimirar lo passo
  27. che non lasciò già mai persona viva. 27
  28. Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
  29. ripresi via per la piaggia diserta,
  30. sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso. 30
  31. Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
  32. una lonza leggera e presta molto,
  33. che di pel macolato era coverta; 33
  34. e non mi si partia dinanzi al volto,
  35. anzi ’mpediva tanto il mio cammino,
  36. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 36
  37. Temp’era dal principio del mattino,
  38. e ’l sol montava ’n sù con quelle stelle
  39. ch’eran con lui quando l’amor divino 39
  40. mosse di prima quelle cose belle;
  41. sì ch’a bene sperar m’era cagione
  42. di quella fiera a la gaetta pelle 42
  43. l’ora del tempo e la dolce stagione;
  44. ma non sì che paura non mi desse
  45. la vista che m'apparve d'un leone. 45
  46. Questi parea che contra me venisse
  47. con la test’alta e con rabbiosa fame,
  48. sì che parea che l’aere ne tremesse. 48
  49. Ed una lupa, che di tutte brame
  50. sembiava carca ne la sua magrezza,
  51. e molte genti fé già viver grame, 51
  52. questa mi porse tanto di gravezza
  53. con la paura ch’uscia di sua vista,
  54. ch’io perdei la speranza de l’altezza. 54
  55. E qual è quei che volontieri acquista,
  56. e giugne ’l tempo che perder lo face,
  57. che ’n tutti suoi pensier piange e s’attrista; 57
  58. tal mi fece la bestia sanza pace,
  59. che, venendomi ’ncontro, a poco a poco
  60. mi ripigneva là dove ’l sol tace. 60
  61. Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
  62. dinanzi a li occhi mi si fu offerto
  63. chi per lungo silenzio parea fioco. 63
  64. Quando vidi costui nel gran diserto,
  65. "Miserere di me", gridai a lui,
  66. "qual che tu sii, od ombra od omo certo!". 66
  67. Rispuosemi: "Non omo, omo già fui,
  68. e li parenti miei furon lombardi,
  69. mantoani per patrïa ambedui. 69
  70. Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
  71. e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto
  72. nel tempo de li dèi falsi e bugiardi. 72
  73. Poeta fui, e cantai di quel giusto
  74. figliuol d’Anchise che venne di Troia,
  75. poi che ’l superbo Ilïón fu combusto. 75
  76. Ma tu perché ritorni a tanta noia?
  77. perché non sali il dilettoso monte
  78. ch’è principio e cagion di tutta gioia?". 78
  79. "Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte
  80. che spandi di parlar sì largo fiume?",
  81. rispuos’io lui con vergognosa fronte. 81
  82. "O de li altri poeti onore e lume,
  83. vagliami ’l lungo studio e ’l grande amore
  84. che m’ ha fatto cercar lo tuo volume. 84
  85. Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore,
  86. tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
  87. lo bello stilo che m’ ha fatto onore. 87
  88. Vedi la bestia per cu’ io mi volsi;
  89. aiutami da lei, famoso saggio,
  90. ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi". 90
  91. "A te convien tenere altro vïaggio",
  92. rispuose, poi che lagrimar mi vide,
  93. "se vuo’ campar d’esto loco selvaggio; 93
  94. ché questa bestia, per la qual tu gride,
  95. non lascia altrui passar per la sua via,
  96. ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide; 96
  97. e ha natura sì malvagia e ria,
  98. che mai non empie la bramosa voglia,
  99. e dopo ’l pasto ha più fame che pria. 99
  100. Molti son li animali a cui s’ammoglia,
  101. e più saranno ancora, infin che ’l veltro
  102. verrà, che la farà morir con doglia. 102
  103. Questi non ciberà terra né peltro,
  104. ma sapïenza, amore e virtute,
  105. e sua nazion sarà tra feltro e feltro. 105
  106. Di quella umile Italia fia salute
  107. per cui morì la vergine Cammilla,
  108. Eurialo e Turno e Niso di ferute. 108
  109. Questi la caccerà per ogne villa,
  110. fin che l’avrà rimessa ne lo ’nferno,
  111. là onde ’nvidia prima dipartilla. 111
  112. Ond’io per lo tuo me’ penso e discerno
  113. che tu mi segui, e io sarò tua guida,
  114. e trarrotti di qui per loco etterno; 114
  115. ove udirai le disperate strida,
  116. vedrai li antichi spiriti dolenti,
  117. ch’a la seconda morte ciascun grida; 117
  118. e vederai color che son contenti
  119. nel foco, perché speran di venire
  120. quando che sia a le beate genti. 120
  121. A le quai poi se tu vorrai salire,
  122. anima fia a ciò più di me degna:
  123. con lei ti lascerò nel mio partire; 123
  124. ché quello imperador che là sù regna,
  125. perch’i’ fu’ ribellante a la sua legge,
  126. non vuol che ’n sua città per me si vegna. 126
  127. In tutte parti impera e quivi regge;
  128. quivi è la sua città e l’alto seggio:
  129. oh felice colui cu’ ivi elegge!". 129
  130. E io a lui: "Poeta, io ti richeggio
  131. per quello Dio che tu non conoscesti,
  132. acciò ch’io fugga questo male e peggio, 132
  133. che tu mi meni là dov’or dicesti,
  134. sì ch’io veggia la porta di san Pietro
  135. e color cui tu fai cotanto mesti". 135
  136. Allor si mosse, e io li tenni dietro.

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